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“Quando ti appresti a bere vino, o re, ricordati che bevi il sangue della terra; la cicuta è un veleno per l’uomo, il vino per la cicuta”
Plinio – Storia Naturale Libro XIV

• Marco polo parla di un albero del vino che non è la vite, ma una palma dell’isola di Giava. Si tratta della Palma Indica Vinaria, pianta equatoriale, che si trova anche in America del Sud, da cui si estrae un liquido che, appena estratto è dolce come miele, subito dopo fermenta e diviene simile a vino. Anche in Mesopotamia si ottiene vino di palma, facendo fermentare il liquido zuccherino che trasudava dalla sommità della pianta.

• In Grecia il vino si beveva puro solo al mattino, altrimenti lo si beveva diluito con acqua per i 2/3 o i 3/5.


• Era consuetudine per gli antichi romani portare in viaggio il “conditum” un miscuglio di pepe e miele da aggiungere al vino al momento di berlo.

• Nel Medioevo le donne per tingere i capelli di nero usavano “vino mirtinum”, preparato mescolando in un’anfora una libbra di mirto pestato con vino forte.


• La Marchesa di Pompadour, favorita di Luigi XV, pare sia stata l’ispiratrice della coppa da champagne che sarebbe stata modellata sulla forma del suo seno.

• L’invenzione del “dégorgement”, la sboccatura per espellere il deposito della fermentazione che si accumula sul tappo della bottiglia nei vini a fermentazione naturale, si attribuisce a Madame Cliquot, più nota come “veuve Cliquot”, nome del famoso champagne.

• “Nella mia lontana giovinezza credevo che il vino bianco si servisse di giorno e quello rosso di sera. Più tardi qualcuno mi riscattò dall’ignoranza e mi offrì la sua versione: il vino bianco è per le donne, quello rosso per gli uomini, eresia che potrebbe provocare una sincope mortale a un enologo”.

• Un proverbio milanese cita: mangiare insegna a bere.

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