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La porcellana è il materiale che meglio riunisce le caratteristiche di resistenza, praticità ed estetica, in un equilibrato rapporto qualità prezzo

0rmai è diventato un gesto istintivo, ma quando si prepara il tavolo per il pranzo, piuttosto che per la cena, I'oggetto che inevitabilmente caratterizza il momento, è il piatto.
C'è la tendenza a darlo per scontato, ma I'oggetto che ci permette di fare o perdere una lista di nozze è proprio lui: il Signor Piatto.
Tutti i punti vendita che hanno come obbiettivo la lista di nozze, sono in possesso di un vasto assortimento di servizi tavola; ma siamo proprio sicuri di conoscere le motivazioni di acquisto, di vendita e di interesse di questo articolo?
E' per questo motivo che, essendo la porcellana il materiale principe con cui si identifica un piatto, vogliamo ragguagliarvi su come nasce e come “muore” questo prodotto.
E’ sicuramente importante, nel momento in cui si presenta un servizio di piatti al consumatore finale, conosce il prodotto, quali sono le caratteristiche del materiale ed in ultimo, ma solo cronologicamente, sapere quali sono le caratteristiche, le motivazioni della grafica che lo caratterizza.

Cenni storici

Si chiamano prodotti ceramici gli oggetti ottenuti da un impasto di argilla e di altre sostanze con acqua. La ceramica si divide pertanto nella cosiddetta “ceramica grossolana” di cui è un esempio il mattone d'argilla e nell'ampia gamma di prodotti per la tavola, che va dal gradino più basso della terracotta fino al culmine della porcellana.
Le prime produzioni note in porcellana avvengono in Cina e risalgono al'epoca Yin (1300-1028 avanti Cristo); successivamente nell'epoca Han ebbe origine il genere Sants'ai caratterizzato dalle decorazioni a tre colori.

ln Europa la prima produzione di porcellana è dovuta alla Meissen che prende il nome dalla cittadina di Meissen in Sassonia, nel castello di Albrechtsburg; precisamente il 6 giugno 1710 nasceva la prima fabbrica europea di porcellana, sotto la direzione di Johann F. Bottger. Successivamente si diffusero fabbriche di porcellana in Italia (seconda metà del '700), Austria (1718), Danimarca (1766) con la fabbrica di Copenhagen che nel 1779 acquisita dal Re divenne Royal Copenhagen e Belgio (1790).
Nel nostro paese, come si sa, non vi è una grande disponibilità di caolino, che è stato rimpiazzato da un'altra materia prima, di cui il popolo italiano è ricchissimo: il gusto artistico, la genialità e I'inesauribile creatività.

Composizione e Lavorazione

La porcellana è costituita da:
• 50% caolino: roccia sedimentaria friabile, bianchissima, che conferisce la plasticità alla porcellana, rendendo possibile la formatura, la tornitura e la pressatura dei singoli pezzi.
• 25% quarzo: minerale di colore bianco latte. Durante la cottura il quarzo, costituisce l’ossatura della massa vetrosa e ne impedisce la deformazione.
• 25% feldspato: minerale che serve da fondente; forma la massa vetrosa che cementa e rende impermeabile il magma della porcellana.
In seguito, queste sostanze, vengono macinate e mescolate con l’acqua. A questo punto l’impasto viene filtrato, per eliminare le impurità, e sottoposto ad un accurato processo di disidratazione. Successivamente, se si vogliono produrre piatti o tazzine, si passa l'impasto nella pressa idraulica, che ci restituisce una massa solida, chiamata “salame”; se invece si vogliono ottenere zuppiere, teiere o caffettiere mediante la tecnica a colaggio, si aggiungono all'impasto acqua e sostanze chimiche per aumentarne la liquidità.
Dopo aver ottenuto la forma desiderata si procede alla pulitura, eliminando eventuali spigoli taglienti e sbavature, all'essiccamento ed infine si passa alla prima cottura con temperature tra 800-1000°C, in cui I'oggetto subisce una riduzione di circa un sesto delle dimensioni. Questa cottura, dalla quale si ottiene il “biscotto”, grazie all'eliminazione dell'acqua, conferisce all'oggetto la durezza necessaria alla sua lavorazione. Il “biscotto” viene quindi smaltato con una sostanza della stessa composizione della “massa di porcellana”, ma con una diversa composizione delle componenti: 45% quarzo, 20% caolino, 22% feldspato, 13% composti calcarei. Il tutto viene macinato molto finemente sino ad ottenere, con aggiunta di acqua, un liquido di colore bianco latte. Gli oggetti vengono cosi inseriti in grandi recipienti contenenti questo liquido e agitati, per permettere allo smalto di disporsi in maniera: uniforme sulla superficie
Dopo questa operazione si procede alla seconda cottura, detta anche “a gran fuoco”', in cui la temperatura giunge sino a 1300-1500 °C. Entrambe le cotture possono essere effettuate o in forni a muffola oppure in forni a tunnel; ultimamente si suole preferire i secondi (lunghezza di circa 60-100 m.) poiché permettono un flusso continuo della produzione e ciò comporta vantaggi tecnici, economici ed un notevole miglioramento della cottura.

Decorazione e finitura

Esistono tre metodologie per fissare le decorazioni all’oggetto, a prescindere dal fatto che siano decorazioni manuali piuttosto che decalcomanie:
• Decorazione sotto smalto.
Questa decorazione viene effettuata ancor prima della smaltatura, quindi subito dopo la prima cottura. Il problema, relativamente a questa metodologia, nasce dalle alte temperature di lavorazione, che comportano una notevole riduzione della gamma di colori utilizzabili. Ci sono essenzialmente due colori, che possono rendere in maniera ottimale con questo tipo di procedura, e sono, nelle varie gradazioni, il blu (composto di cobalto) e il verde (composto di cromo). La più classica applicazione di questa lavorazione è lo Zwiebelmuster, il decoro cipolla, che ancora oggi ottiene numerosi consensi.
• Decorazione nello smalto.
Il problema della ristretta gamma di colori utilizzabili con la tecnica precedentemente illustrata ha portato allo studio di questa nuova tecnica. L’oggetto, dopo essere stato smaltato, viene decorato e cotto, una terza volta a temperature tra i 1000-1300 °C. Quest'ultima cottura permette un processo detto sinterizzazione che ammorbidisce lo smalto (o vetrina) sino al punto di consentire ai colori di penetrare lo smalto stesso. Inoltre, tale procedura, ha permesso di introdurre un maggior numero di colori e I'utilizzo di nuove tecniche di decorazione meccanica, quali la decalcomania.
• Decorazione sopra smalto.
Il grande vantaggio di questo tipo di decorazione risiede nella possibilità di utilizzare qualunque tipo di colore, ma al tempo stesso, offre una scarsa resistenza all'azione degli agenti chimici esterni. In questo caso la decorazione viene effettuata sopra smalto, ma le temperature per la terza cottura devono essere minori, poiché non si deve raggiungere I'ammorbidimento dello smalto.
Le decorazioni “nello smalto” e “sotto smalto” si possono riconoscere poiché a differenza di quella sopra smalto riflettono la luce e sono assolutamente lisce al tatto. La decorazione manuale, invece, è riconoscibile dalle pennellate e dalle piccole imperfezioni che la caratterizzano.

Lavorazioni particolari

In questo contesto è comunque importante non dimenticare che esistono, specie nell'oggettistica, lavorazioni particolari che, modificando i processi produttivi, permettono di ottenere oggetti singolari.
La tecnica Raku, ad esempio, consiste nel cuocere un pezzo biscottato e smaltato, facendogli raggiungere rapidamente la temperatura di maturazione dello smalto, toglierlo incandescente dal forno, fargli ottenere una cottura in assenza di ossigeno, mediante opportuni accorgimenti, e farlo infine raffreddare in acqua fredda.

Caratterizzazione della porcellana

In ogni nostra azione, o considerazione, il primo senso che mettiamo istintivamente in funzione è la vista. Per questo motivo, in un servizio tavola, piuttosto che nel vasellame in genere, ha un'importanza fondamentale la veste grafica. Non si dimentichi però che dopo la prima impressione che senza dubbio restringe le scelte, si considerano altri fattori, quali il costo, la qualità della porcellana, la robustezza, la praticità ed il prestigio del marchio legato al prodotto. L’ordine nel quale sono stati esposti i criteri di scelta non è affatto casuale, ma è statisticamente legato alle tendenze del consumatore medio, che è anche il più numeroso.
Per ciò che concerne la veste grafica, ci troviamo inevitabilmente a dover considerare lo sviluppo geografico della nostra nazione, che presenta dalla Val d'Aosta alla Sicilia notevoli differenze negli stili di vita, che si ripercuotono in maniera sostanziale sulle tipologie decorative. Si passa così da un gusto molto classico al sud, con un particolare apprezzamento dell’oro (dovuto probabilmente oltre che all'influenza ellenica, a quella del Medio Oriente e dell'islam), ad uno stile più sobrio e tendenzialmente minimalista al nord; da una ricerca di decorazioni “marinare” nelle località marittime, a decorazioni inerenti la cacciagione nelle località di montagna.
Al di là di questa schematizzazione, che pur presenta diverse sfumature, si può comunque affermare I'esistenza di linee guida, come rileva l’Art Director Carlo Marchelli, dell’agenzia La Griffe che da alcuni anni segue I'evoluzione artistica di questo settore:
"La decorazione, secondo il mio pensiero, è un arricchimento visivo: una parentesi di colori e forme grafiche unite alla perfezione, alla purezza ed anche alla “monotonia” del bianco; il tutto:composto con segni delicati, non esuberanti o esagerati, ma giusti. Il decoro nella sua espressione deve riuscire a valorizzale il pezzo, deve essere un accompagnamento di pregio della porcellana e dunque identificarla, rendendola particolare in ogni sua rappresentazione di forme. Come idea grafica, il decoro credo sia rimasto un po' indietro nell'evoluzione dei tempi, forse anche per scarsa considerazione sulle potenzialità dello stesso.
Il trend che in parte già seguiamo, ma verso il quale si andrà sempre più concretamente, è quello di una grafica composta dall'unione di forme geometriche o tecniche, miscelate con dei segni ed effetti manuali, come potrebbe essere una pennellata. Per quanto riguarda le colorazioni, la tendenza è rivolta verso colori pastello, leggeri e delicati, nelle loro varie tonalità; un carosello di forme e di colori non affollati, ma sobri ed allegri.”

Il nostro viaggio nel mondo della porcellana volge al termine, ma non possiamo dimenticare, come abbiamo anticipato, di dirvi come “muore” questo articolo.
Come dimostra anche il coordinato “Cactus", studiato per essere al top della praticità, avendo una falda ed un bordo rinforzati che lo rendono quasi indistruttibile, solo una lite coniugale, dal risvolti “fantozziani" può oramai provocare la “morte” di questi articoli.

Alessio Vola

Associazione Ingegneria
Gestionale Politecnico di Torino)

 

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