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Indispensabile in cucina, la pentola ha seguito la storia dell'uomo, migliorandone la qualità di vita, passando attraverso millenni di cambiamenti e innovazioni per giungere ai modelli di oggi, tecnologicamente avanzati e di grande impatto

La ricordiamo fin dall'infanzia, con i suoi sbuffi e i suoi vapori e ci accompagna per tutta la vita, ispirandoci pensieri e associazioni positive legate al calore della casa, alla convivialità, al cibo caldo pronto da mettere in tavola: parliamo della pentola, un accessorio da cucina essenziale, diversificatosi e specializzatosi sempre più negli ultimi anni e di continuo proposto in materiali vecchi e nuovi con design innovativi o rétro ispirati alla tradizione. Per renderci conto che livello di evoluzione ha seguito, in termini di materiali, design e funzioni, ripercorriamo brevemente la sua storia e presentiamo da un lato Design lnn, uno dei progetti più interessanti sul design di prodotto (anche della pentola quindi) che verrà proposto al Macef di gennaio, ed è stato messo a punto dall'architetto-designer Michele Capuani, e dall'altro una ristretta ma significativa gamma delle più interessanti novità a livello di linee e materiali. Con il nome generico di pentola si designa fin dall'antichità un contenitore adatto alla bollitura; generalmente di forma bombata, è poi diventato cilindrico e completato da due maniglie e un coperchio. Con pareti alte quanto il diametro, si presenta spesso di grandi dimensioni così da assumere di volta in volta denominazioni differenti come marmitta, caldaia e calderone. Il nome pentola deriva dal diminutivo del latino volgare pinta, per il classico picta, participio passato di pingere “vaso dipinto”; un'altra spiegazione dell'origine del nome si deve al fatto che anticamente pendeva dal treppiedi con catena e di conseguenza era “pendula”.

Nascita di una pentola

Come diversi sono i materiali idonei alla realizzazione di un recipiente per alimenti come la pentola, altrettanto differenti sono le lavorazioni; nel caso delle pentole in metallo, come ricorda la SAPS, autorevole Associazione culturale per lo studio di materiali e forme degli strumenti di cottura, le principali fasi di produzione sono tre: il disco lo stampaggio e la manicatura. Il disco rappresenta I'elemento base per le sue caratteristiche qualitative (purezza del metallo) e dimensionali (diametro e spessore) predefinite. Lo stampaggio avviene grazie a una pressa che stampa il disco che assume in una versione grezza la forma voluta; in seguito si esegue la rifinitura per eliminare le imperfezioni e la pulitura con cui assume I'aspetto definitivo; le pentole in acciaio necessitano di una fase ulteriore di lavorazione, la lucidatura, per conferire a questo metallo la sua tipica brillantezza. Con la manicatura si realizza l'applicazione dei manici nelle pentole di rame e alluminio che avviene inchiodando i manici al corpo della pentola tramite rivetti in lega molto resistenti o dello stesso metallo del contenitore. Nel caso dell'acciaio, essendo un materiale molto duro, le maniglie vengono saldate direttamente al corpo della pentola con un numero di punti proporzionale alle dimensioni del recipiente. Altre fasi produttive si aggiungono nel caso di rivestimenti antiaderenti, di stagnatura del rame e di fondo termo diffusore. Nel primo caso I'interno di queste pentole viene infatti rivestito con una pellicola di materiale plastico che conferisce proprietà antiaderenti tali da permettere un minor utilizzo di grassi in cottura e una maggior facilità di rigoverno. L’applicazione può essere eseguita mediante due metodologie: a spruzzo, la più efficace per ottenere la massima qualità possibile, fondamentale nella produzione di strumenti professionali, e a “rullato” con passaggi a rullo direttamente sul disco, prima che la pentola abbia assunto il suo aspetto definitivo; con questa tecnica si risparmia sui costi di lavorazione, ma si perde in qualità di prodotto che deve essere quindi soltanto uno strumento per uso domestico. La stagnatura del rame avviene ancora con il metodo artigianale su fucina con stagno vergine; la stagnatura può essere ripetuta più volte nel tempo, per cui la durata della pentola risulta pressoché eterna. Le pentole in acciaio sono dotate di un fondo termodiffusore capace di sopperire alla limitata conduttività di questo metallo; il procedimento consiste nell'applicare un disco di alluminio di elevato spessore (6-7 mm) sul fondo della pentola, facendola fondere con un processo di saldo-brasatura. Su questo disco in pratica ne. viene applicato un secondo in acciaio su cui viene esercitata una forte pressione ad alta temperatura che ne facilita I'aderenza.

Evoluzione della pentola attraverso i materiali …

Scoperta per caso o in seguito all'esperienza la maggiore bontà del cibo cotto, in particolare dalla carne, I'uomo sperimentò il primo sistema di cottura, uno spiedo rudimentale, in luoghi aperti, ampi e spaziosi; gli ambiti di cottura divennero in seguito più ristretti e lo spiedo si trasformò in griglia o in cottura alla brace. Si passò quindi a collocare i pezzi di carne su placche di ferro da mettere in forno o su elementari piani di cottura grazie ai quali si scoprì successivamente la possibilità di friggere e l'importanza di creare dei recipienti che potessero contenere i cibi, in particolare carni e verdure troppo coriacee per essere consumate crude, giungendo a mettere a punto gli antenati delle odierne pentole e casseruole per la cottura bollita o brasata. Prima di ciò ci si rese conto che questi contenitori dovevano possedere almeno tre caratteristiche fondamentali: essere realizzali in un materiale impermeabile, resistente al fuoco e alle alte temperature e in grado di trasmettere il calore all'alimento contenuto. L’argilla fu il primo materiale ad essere utilizzato: ne nacquero i primi contenitori per la cottura in coccio, che però non erano impermeabili, poiché avevano una superficie porosa per cui i liquidi fuoriuscivano durante la cottura. Occorre quindi attendere la scoperta del bronzo fuso e la conseguente nascita dei paioli, grandi pentoloni agganciati ai treppiedi all'esterno o riprodotti in più esemplari per le prime batterie di cucina della Roma antica. I sistemi di cottura andarono perfezionandosi, si inventarono sempre nuovi accessori che si evolvevano passo passo con le scoperte alimentari, ultimo dei quali lo scolapasta. Dal bronzo si passò all'argento, al ferro, al rame, all'alluminio e, in epoca recente, all'acciaio. Alla pentola intesa come calderone, gran contenitore capace di raccogliere fino a 50 litri d'acqua, si affiancarono la marmitta per impieghi analoghi e la padella, dapprima soltanto in ferro, poi anche in altri metalli; poi si fece largo la sauteuse solo in alluminio, poi fu il turno della cassolette in rame ad un solo manico, fino alla pentola d'acciaio.

… e a livello di forme

L’evoluzione della pentola non procedeva soltanto a livello di materiali, ma anche di fogge e forme; i disegni non sono più soltanto circolari, ma anche rettangolari, più adatti a carni e pesci di grandi dimensioni, come si legge in alcuni manoscritti del 1600 e del 1700: nella lista degli- inventari compaiono elenchi di pentole, placche, piastre, caldiere. Nacquero quindi nuovi formati di contenitori per cottura: si pensi alla pesciera, messa a punto su richiesta di cuochi esigenti e raffinati che non volevano rompere il pesce, o ad altri contenitori sorti per soddisfare criteri di funzionalità, senz'altro, ma anche di estetica e di eleganza. Fino all'800 la foggia dominante era quella a otre, panciuta o rigonfia, ideale per essere lambita da ogni lato dalle fiamme nel caso frequente di un recipiente appeso al treppiede. Tale lavorazione si otteneva con tecniche artigianali per rotazione nel caso del coccio o fusione nel caso del bronzo o per tornitura o battitura per ferro e rame. Soltanto dopo la rivoluzione industriale si inizierà a diffondere la forma cilindrica per rispondere a un'accresciuta richiesta del mercato sia di strumenti domestici che professionali. Passando ai giorni nostri, “una delle tendenze più interessanti del design della pentola - spiega I'architetto-designer Michele Capuani, riprendendo alcuni dei concetti esposti in occasione dell'incontro avvenuto allo Spazio Oberdan di Milano lo scorso 18 aprile organizzato dalla provincia di Milano in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta - consiste nel progettare strumenti di cottura sempre più specializzati e legati al cibo che vi si cuoce all'interno. Viviamo infatti in un momento in cui si prepara sempre meno cibo in casa come al di fuori di essa, contando sul fatto che sul mercato si trovano semipreparati e pre-porzionati sempre più sicuri, appetitosi e di buon livello qualitativo, adatti sia per il consumo domestico che per il settore della ristorazione, che concorrono a ridurre la necessità di cucinare. Parallelamente a ciò, s'impongono proposte via via più avanzate, funzionali e sofisticate per riscaldare gli alimenti, forni a microonde in primis. La preparazione del cibo si sposta quindi a livelli più alti e diviene territorio privilegiato, da un lato, di gourmet e appassionati e, dall'altro, di una ristorazione di alta gamma sempre più creativa rivolta a una clientela esclusiva”.
Se prima le pentole svolgevano essenzialmente una funzione pratica, contenere e cuocere il cibo, e soltanto a fine carriera, divenute inutilizzabili, assumevano una funzione decorativa, ora le funzioni si sono invertite, l'uso è sempre più limitato e le pentole, sempre più gradevoli nell’aspetto e pregiate a livello di materiali, sono esposte in bella mostra e sempre meno utilizzale, tanto che cucinare, diventa un evento speciale, emozionale soprattutto: si tende a cucinare nel vero senso della parola, quando si è in compagnia, per gli amici, la domenica, tanto che si parla di cookshop, trasposizione nell'ambito casalingo della cultura della cucina e dell'uso di utensili che fino a poco fa erano riservati al settore professionale.
“In una situazione come quella attuale, parlando di novità -continua Capuani - s'impongono le pentole che hanno una storia da raccontare, oltreché un design innovativo, materiali sempre più performanti e una specializzazione riguardo alla cottura e alla preparazione di particolari alimenti: il cioccolato e il pesce, in particolare in questo momento. Per questo ai materiali più consueti, alluminio e acciaio, o nuovi per le pentole come il titanio, si affiancano materiali antichi, come il rame e la pietra ollare, riproposti non soltanto per le loro caratteristiche a livello di conduzione del calore, e ad hoc quindi per determinate cotture, ma per il fascino dell'antico e della tradizione che portano con sé.”

In scena al Macef il design del futuro

Come abbiamo visto, il settore dei prodotti per la casa sta attraversando un periodo di profonde trasformazioni. Per alcune aziende, in particolare per quelle italiane, questi cambiamenti sono difficili da affrontare, specie quelli dovuti al completamento di un processo di globalizzazione dei mercati iniziato nei primi anni Novanta.
“Il settore dei casalinghi è tra quelli che hanno maggiormente sofferto di questi fenomeni, dato il basso valore medio del prodotto, le sue ridotte dimensioni, la mancanza di barriere tecnologiche tanto sul processo quanto sul prodotto e il fatto che il mercato si è fatto più competitivo, veloce e spregiudicato”, afferma Michele Capuani, architetto-designer chiamato a ideare Design lnn, un insieme di eventi che trattano di design all'interno del prossimo Macef. “Le aziende italiane hanno saputo portare qualità e stile sui mercati mondiali coniugando una tecnica industriale di antica tradizione con un design innovativo, ricetta che sta entrando in una fase di stanca a causa dell'ingresso sul mercato di nuovi attori industriali. Come tutti sappiamo, una larga parte del successo di una azienda, una strategia, un prodotto “design oriented” è legato a fattori estetici che sono facilmente imitabili, ma la metodica riproduzione di prodotti di successo non significa che il design non sia più una strategia di successo, tutt'altro. Il senso di fare design è-rimasto immutato. E' una strategia vincente oggi come 30 anni fa. Ciò che è cambiato è il contesto temporale in cui il processo di design deve avvenire. L’impossibilità di proteggersi dall'imitazione rende necessario aumentare la velocità nel produrre design; naturalmente, i costi di innovazione e creazione aumentano molto rispetto al valore del prodotto finito, ma è stato dimostrato dai fatti che il mercato è disposto a pagare il “delta design”. Come tutte le cose difficili da trovare, il buon design anche di una pentola, quello che spesso ha successo, è merce rara e preziosa, che si ottiene con un lavoro strategico complesso che coinvolge diverse funzioni aziendali: branding, marketing strategico, distribuzione”, spiega Capuani. A questo punto diventa attivo il ruolo di Macef , evento e luogo in cui convergono gli operatori del settore per commerciare, capire il mercato, le tendenze e le opportunità.
“Oltre a un processo di informazione sullo stato dell'arte nel design del casalingo è necessario costruire dei percorsi di formazione in cui le aziende possano migliorare la loro capacità di utilizzare il design, che informino e coinvolgano al tempo stesso”, precisa I'architetto.
Design lnn è un progetto circolare in cui il mondo del design professionale e accademico trasmette degli stimoli al mondo imprenditoriale, trattando argomenti di carattere informativo e formativo sul design, generando interesse e consenso in forma coinvolgente e divertente, grazie a un equilibrato mix di contenuti, intrattenimento e formazione, e si pone in ascolto delle informazioni di ritorno per meglio adattarsi alle esigenze. Design lnn risulta strutturato su due momenti principali. Prima del Macef si compie un lavoro di design strategico realizzalo presso 3 università europee nel periodo antecedente alla rassegna, fase che ha lo scopo di avvicinare gli studenti ai diversi settori di mercato, stimolando la ricerca di innovazione lungo tutta la catena del valore. I risultati di questo lavoro saranno esposti in fiera in una sezione introduttiva di Design lnn. Durante il Macef si realizza un'attività di design di prodotto. I migliori studenti, selezionati in precedenza, saranno presenti in fiera realizzando in tempo reale dei progetti richiesti dalle aziende che potranno inoltre condividere le informazioni elaborate al livello strategico e partecipare a tutti gli eventi connessi.

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