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“Il vino è in chiesa, in cantina, in cucina.”
Piero Chiara


E' bene tenere presente che...
• Il vino non deve arrivare in tavola all'ultimo momento. Meglio portarlo in tavola con la bottiglia, se non richiede di essere necessariamente “scaraffato”.
• Tutti i vini respirano attraverso il tappo, alcuni hanno però più bisogno di ossigeno di altri, i vini rossi invecchiati vanno aperti prima di essere consumati. Gli esperti consigliano di farlo considerando l'anticipo di 1 ora per ogni anno trascorso dalla data di vendemmia.
• Quando si stappa una bottiglia, mai far trapassare dal cavatappi la base del tappo di sughero, onde evitare che pezze di sughero finiscano all’interno della bottiglia.
• Il gusto e il sapore di un vino possono essere “uccisi” o esaltati dalla temperatura dell'ambiente alla quale il vino deve adattarsi. Così, per i rossi la temperatura deve essere compresa fa i 15 e i 18 gradi; per i grandi vini rossi da arrosto, tra i 18 e i 24; per bianchi e rosati secchi tra gli 8 e i 18; per gli spumanti tra i 4 e i 7. Ogni bottiglia va maneggiata con cura. Nessun vino ama il movimento. Perciò, se, per esempio, un vino viene dalla campagna “vuole” almeno 8 giorni per ricomporsi. Se sale dalla cantina necessita di almeno 2 ore.
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immagine• Se il menu prevede diverse qualità vino, ogni commensale dovrà disporre di tanti bicchieri quanti sono i vini previsti, schierati davanti a lui in bell'ordine, accanto a quello dell'acqua, che “apre” la fila da sinistra.
• Tutti i bicchieri verranno lasciati sulla tavola, fino alla fine del pranzo.
• Il vino va servito con la prima portata, contrariamente all'acqua, che può già essere versata prima.
• Il bicchiere va riempito per due terzi, per lasciare spazio sufficiente perché l'aroma possa sprigionarsi.
• In assenza di un cameriere sarà I'ospite uomo a controllare il vino nel bicchiere della signora seduta alla sua destra e a riempirlo quando vuoto, a meno che la signora dica di no.
• Il vino va versato accostando la bottiglia all’orlo del bicchiere e, una volta riempito, ruotandola dolcemente per evitare che la goccia cada sulla tovaglia.

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