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“O bottiglia piena di mistero,/divina bottiglia, io ti ascolto/ (…)proferisci le parole/alle quali è appeso il mio cuore,/nel tuo liquore,/Bacco, vincitore delle Indie,/ ha nascosto ogni verità.
Francois Rabelais

Il successo di un pranzo dipende dall’armonia, dall’equilibrio tra i suoi componenti e quindi nel giusto abbinamento tra cibo e vino, perché “un buon pranzo è come la musica: per essere piacevole deve essere piacevole deve essere armonica”. Spesso, invece, un ottimo pranzo viene rovinato dalla scelta sbagliata del vino, o dei vini, e viceversa. Ogni cibo vuole il suo vino, se però su una tavola è destinata ad apparirne una sola qualità, è bene scegliere un vino da tutto pasto, abbinandolo in primis al piatto forte del pranzo. So possono, in ogni caso, tenere presenti, in linea di massima, alcune regole fisse. Per gli antipasti si preferiscono vini freschi e secchi che, per l’alta acidità favoriscono la secrezione dei succhi gastrici, predisponendo l’organismo all’assunzione del cibo.. con i frutti di mare, al naturale, senza l’aggiunta del limone, che disturba lo sposalizio con il vino, bene un bianco molto secco come il Gavi o il Verduzzo. Ai primi piatti si associano di solito i vini bianchi.

Se, però, ad un piatto leggero e aromatico come ravioli di ricotta con noce moscata e salvia si può abbinare un vino dal profumo delicato come un rosato, con le dovute eccezioni, alle lasagne al forno è meglio accostare un Sangiovese di Romagna, vino da tutto pasto, dal colore rubino, dal profumo delicato, dal sapore asciutto, sapido, un po’ tannico.Per i secondi piatti di carne vige una semplice regola: vi si accompagnano i vini rossi, ma non mancano le complicazioni, perché si devono tenere presenti il tipo di carne, rossa o bianca, la qualità: manzo, agnello, cacciagione… il tipo di cottura, nonché i condimenti, salse, intingoli… Per semplificare: vino rosso leggero per l’agnello, manzo, maiale… vino rosso robusto per la selvaggina, gli stufati… mentre il vino bianco corposo andrà bene con il pollame e il vitello.

E per il pesce? Restiamo decisamente sul bianco con qualche eccezione, come per le zuppe di pesce che lo gradiscono rosso. E ricordiamoci di un detto toscano che asserisce: il pesce deve nuotare tre volte: nell’acqua, nell’olio e nel vino. Porto o Marsala possono accompagnare formaggi piccanti, ma al gorgonzola si può abbinare un dolcetto, al pecorino un vino fruttato; rosso robusto come un Chianti classico, invece, per il parmigiano. Per i dolci, vini dolci; Malvasie e Moscati si sposano a dolci secchi, ma anche quelli a base di Pan di Spagna e con il Tiramisù, mentre per il dolci fritti è preferibile un prosecco amabile; torte e pasticcini al cioccolato, invece, non amano sposarsi al vino.

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